Nato e cresciuto a Trieste, attualmente
vivo a Roma, dove mi divido tra il lavoro di documentazione per alcuni
teatri e compagnie e la creazione
di libri di sala e locandine per il
teatro.
Vedo nella fotografia un mezzo e non un fine: è il pretesto
che uso per avvicinarmi a dei mondi altrimenti inaccessibili. Seguire
le prove di uno spettacolo teatrale sarebbe difficile se non fosse per
la macchina fotografica, che mi conferisce un ruolo specifico
all'interno di quell'universo che è il teatro, e quindi il
diritto di essere dove non potrei essere.
La sensazione di inadeguatezza, essere ad un tempo parte di qualcosa ma
allo stesso tempo estraneo, è la condizione ideale del
fotografo, che deve entrare in contatto e vivere vite altre, diverse
dalla sua, ma anche rimanere abbastanza distaccato per poter restituire
al meglio, tramite le immagini, le emozioni che vivere quelle vite gli
ha procurato.